Jovanotti sta per compiere sessant’anni e attraversa l’Italia con un nuovo tour estivo. Ma a colpire, questa volta, è soprattutto il modo in cui racconta il tempo che passa.
Il ragazzo con il cappellino.
Il DJ.
Il cantautore.
Il viaggiatore.
Il performer davanti a migliaia di persone.
Jovanotti è stato molte cose.
In una recente intervista a Vanity Fair, alla vigilia dei sessant’anni, dice:
| “A sessant’anni hai dentro di te la moltitudine che sei stato.” |
È uno spunto che parte da lui, ma riguarda tutti noi.
Con il passare degli anni siamo diventati ciò che siamo, senza smettere del tutto di essere ciò che eravamo.
La persona di oggi contiene quella di vent’anni fa.
Non è rimasta uguale. Ha cambiato idee, attraversato esperienze, lasciato andare alcune cose e imparato a riconoscerne altre.
Eppure qualcosa è rimasto.
Un entusiasmo.
Un modo di guardare il mondo.
Un desiderio accantonato.
Una parte di noi che pensavamo superata e che, in certe occasioni, torna a farsi sentire.
A volte basta una canzone per ritrovarla.
Altre volte è un luogo, un incontro, una fotografia. Oppure una scelta nuova, che ci sorprende perché riporta alla luce qualcosa che era già dentro di noi.
Il tempo non cancella le nostre identità precedenti. Le trasforma, le combina e le porta nel presente.
Non siamo la somma immobile di tutte le persone che siamo stati.
Siamo la loro evoluzione.
C’è anche qualcosa di nuovo nel modo in cui oggi arriviamo a sessant’anni.
Vediamo sempre più persone che hanno ancora molto da fare, da dire, da scoprire. Persone che iniziano nuovi progetti, cambiano direzione, costruiscono relazioni, viaggiano, imparano e continuano a immaginare il futuro.
Jovanotti è un esempio conosciuto.
Ma accanto a lui ci sono moltissimi illustri sconosciuti che vivono vite altrettanto ricche e interessanti. Senza un palcoscenico e senza un pubblico, ma con la stessa energia nel rimettersi in gioco e nel dare forma a una nuova stagione della propria vita.
È uno degli aspetti più interessanti della nuova adultità: non considerare ciò che abbiamo vissuto come un punto di arrivo, ma come la base da cui continuare.
Tutto ciò che siamo stati ci ha portato fin qui. Ma la moltitudine che portiamo dentro non appartiene soltanto al passato.
Continua a crescere.
Ciò che scegliamo oggi, il modo in cui guardiamo il mondo, la curiosità che conserviamo, le persone che incontriamo e le esperienze che siamo ancora disposti ad accogliere costruiscono la persona che saremo domani.
Il futuro comincia da tutto ciò che siamo diventati e dalla disponibilità a non considerarci mai definitivamente compiuti.
Significa continuare a diventare.
Fonte di partenza: intervista a Jovanotti di Simone Marchetti, Vanity Fair Italia, 7 aprile 2026. https://www.vanityfair.it/article/jovanotti-60-anni-arca-di-lore-tour-invecchiare-moltitudine-figlia-intervista



